FALSI MODIGLIANI

Livorno, dubbi sulle opere esposte a Genova

Il critico d'arte Carlo Pepi avanza dubbi sull'autenticità di alcune opere esposte nella mostra su Amedeo Modigliani a Palazzo Ducale a Genova, ritiene non autentiche almeno 13 opere

Livorno. Carlo Pepi, critico d'arte pisano, riconosciuto a livello mondiale come uno dei massimi esperti delle opere del livornese Amedeo Modigliani, manifesta i suoi dubbi sull'autenticità di alcune opere esposte a Palazzo Ducale a Genova.
Pepi sostiene che nella mostra di Modigliani a Genova “ci sono almeno 13 opere dubbie” e che “tre dipinti a doppia firma, sono male attribuiti, oltre che all'autore Kisling anche a Modigliani, che invece non c'entra nulla se non per esservi riprodotte delle sue opere” “Perchè i grossi espertoni continuano a non intervenire?” chiede Pepi ed apre uno scontro, per il momento verbale, con Rudy Chiappini, critico e storico dell'arte, membro del Comitato di direzione della mostra a Palazzo Ducale.
“Il mio invito – dice Pepi – è di verificare le opere che sono state proposte e riunite nell'allestimento, perché ho la certezza che ce ne sono parecchie non autentiche. Non è difficile accorgersi che ci sono diversi falsi in quella mostra di Genova. Mi è bastato vedere il catalogo e me ne sono accorto”.
Carlo Papi già fondatore ed ex direttore di Casa Natale Modigliani, membro degli Archivi Modigliani per volontà della figlia dell'artista, Jeanne Modigliani, fu l'unico, nel 1984, a non credere all'autenticità delle tre famose teste ritrovate nei fossi di Livorno, risultate in effetti una burla di risonanza mondiale.
Chiappini ritiene le accuse mosse da Papi, infondate e strumentali, afferma che le opere esposte sono originali, molte sono state già inserite in importanti mostre all'estero ed afferma di valutare la presentazione di una querela e la richiesta di risarcimento per danno di immagine.

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